La mappa della metropolitana di Londra è lo strumento con cui, da quasi un secolo, milioni di persone imparano a orientarsi nella capitale britannica: una rappresentazione schematica – non geografica – delle linee dell’Underground, delle stazioni della rete e degli altri mezzi pubblici che attraversano la città.
Sulla mappa trovi tutte le fermate delle 11 linee della Tube – Bakerloo, Central, Circle, District, Hammersmith & City, Jubilee, Metropolitan, Northern, Piccadilly, Victoria e Waterloo & City – oltre alle fermate della DLR, delle sei linee della London Overground, della Elizabeth Line, del Tram, della London Cable Car e del Thameslink.
London Tube map

La mappa della Tube mostra 11 linee metropolitane, 6 linee Overground, Elizabeth Line, DLR, Tram, Thameslink e cabinovia, distribuite su 9 zone tariffarie concentriche. Non è in scala: le distanze reali possono essere molto diverse da quelle disegnate. Per viaggiare ti basta una carta contactless o una Oyster Card, che applicano automaticamente il tetto massimo di spesa giornaliero. La versione cartacea della mappa della metropolitana di Londra si ritira gratis agli sportelli di ogni stazione.
Cosa mostra oggi la mappa della metropolitana di Londra
Chi ha visitato Londra qualche anno fa farebbe fatica a riconoscere la mappa attuale della rete: negli ultimi anni si è arricchita di colori, nomi e servizi che prima non c’erano. Ecco tutto quello che oggi vi compare.
Le 11 linee della Underground e i loro colori
Ogni linea della metropolitana vera e propria ha un colore fisso, immutato da decenni, che i londinesi usano quasi come un nome proprio:
- Bakerloo – marrone, da Harrow & Wealdstone a Elephant & Castle;
- Central – rosso, l’asse est-ovest che attraversa Oxford Street;
- Circle – giallo, l’anello attorno al centro (che in realtà non è un anello chiuso, ma una spirale);
- District – verde, la linea con più diramazioni della rete;
- Hammersmith & City – rosa, condivide i binari con Circle e Metropolitan per gran parte del percorso;
- Jubilee – grigio argento, la più moderna, con porte di banchina a sud-est;
- Metropolitan – magenta, la più antica del mondo, aperta nel 1863;
- Northern – nero, con due rami paralleli nel centro (Bank e Charing Cross) e il prolungamento a Battersea;
- Piccadilly – blu scuro, quella che collega Heathrow al West End;
- Victoria – azzurro, interamente sotterranea e la più frequente;
- Waterloo & City – turchese, appena due stazioni, chiusa nei giorni festivi.
Le sei linee della London Overground e i nuovi nomi
È il cambiamento più importante degli ultimi anni: fino al 2024 la Overground era un unico groviglio arancione, difficile da decifrare. Dal novembre 2024 la rete è stata divisa in sei linee con nome e colore propri, ognuna ispirata a un pezzo di storia sociale londinese:
- Lioness (giallo) – da Euston a Watford Junction, dedicata alla nazionale femminile di calcio inglese;
- Mildmay (blu) – da Stratford verso Richmond e Clapham Junction, dal nome dell’ospedale di Shoreditch;
- Windrush (rosso) – la ex East London Line, da Highbury & Islington verso sud, dedicata alla generazione Windrush;
- Weaver (bordeaux) – da Liverpool Street verso Cheshunt, Enfield Town e Chingford, in ricordo dell’industria tessile dell’East End;
- Suffragette (verde) – da Gospel Oak a Barking Riverside;
- Liberty (grigio) – la breve tratta tra Romford e Upminster.
Il rinnovamento è costato circa 6,3 milioni di sterline e ha richiesto la sostituzione di migliaia di segnaletiche, annunci audio e mappe. Se trovi ancora un cartello arancione senza nome, non preoccuparti: le linee Overground sono le stesse di prima, semplicemente con un’identità nuova. Tutti i treni continuano a essere gestiti da TfL e le tariffe sono identiche a quelle della metropolitana.
Elizabeth Line, DLR, Tram, Thameslink e cabinovia
Oltre a Tube e Overground, la mappa ospita altri servizi che per il viaggiatore funzionano esattamente allo stesso modo:
- Elizabeth Line (viola) – inaugurata nel maggio 2022, collega Reading e Heathrow a Shenfield e Abbey Wood passando sotto il centro; è la via più rapida per attraversare Londra da ovest a est;
- DLR (verde acqua) – la metropolitana leggera senza conducente dei Docklands, in fase di rinnovo con nuovi treni;
- Tram (verde) – la rete tranviaria dell’area di Croydon, a sud;
- Thameslink – il servizio ferroviario nord-sud che attraversa il centro sotto terra;
- London Cable Car – la cabinovia sospesa sul Tamigi tra Greenwich Peninsula e Royal Docks.
Fino a marzo 2026 la funivia si chiamava IFS Cloud Cable Car, e prima ancora Emirates Air Line. Conclusa la sponsorizzazione, è tornata a chiamarsi semplicemente London Cable Car: se trovi mappe stampate o guide che riportano il vecchio nome, si tratta dello stesso identico impianto, il collegamento più panoramico della rete con vista a 90 metri sul fiume.
Caratteristiche della mappa della Tube londinese
La planimetria della metropolitana di Londra presenta alcune caratteristiche distintive che la rendono immediatamente riconoscibile.
Il sistema codificato di colori assegna a ciascuna linea una tonalità specifica: il rosso per la Central Line, il blu per la Piccadilly Line, il nero per la Northern Line, e così via. Questa codifica cromatica è diventata parte integrante dell’identità di ciascuna linea, al punto che i londinesi spesso si riferiscono ad esse semplicemente nominando il colore.
Le intersezioni tra le linee sono rappresentate da cerchi bianchi, mentre le stazioni regolari appaiono come semplici trattini perpendicolari alle linee. Le stazioni di interscambio con le ferrovie nazionali sono contrassegnate dal simbolo rosso della National Rail, mentre quelle con connessioni internazionali o aeroportuali hanno icone specifiche.
Il fiume Tamigi è rappresentato come una linea blu che attraversa la mappa, fornendo un riferimento geografico fondamentale in un disegno altrimenti astratto. La mappa è inoltre suddivisa in zone tariffarie concentriche, rappresentate da numeri da 1 a 9, che determinano il costo del viaggio.
Un dettaglio che sfugge a molti è il carattere tipografico: tutta la segnaletica e la mappa usano il Johnston, disegnato da Edward Johnston nel 1916 appositamente per il trasporto londinese e riconoscibile dal punto a forma di rombo sulla lettera “i”.
I simboli da conoscere prima di partire
Imparare quattro simboli ti risparmierà parecchi errori una volta sotto terra:
- Cerchio bianco vuoto – stazione di interscambio tra due o più linee;
- Simbolo blu della sedia a rotelle – accesso senza gradini dalla strada al treno;
- Simbolo blu e bianco – accesso senza gradini solo fino alla banchina (resta un dislivello per salire a bordo);
- Doppia croce (‡) – restrizioni particolari, spiegate nella legenda: ascensori fuori servizio, accessi limitati a certi orari, uscite chiuse;
- Simbolo del gufo – linee attive con il Night Tube nelle notti di venerdì e sabato;
- Simbolo dell’aereo – collegamento aeroportuale;
- Linea tratteggiata o zone ombreggiate – confini tra zone tariffarie e stazioni che appartengono a due zone contemporaneamente.
Come utilizzare efficacemente la mappa
Per utilizzare al meglio la mappa della rete metropolitana londinese, è importante identificare la propria posizione attuale e la destinazione desiderata; le stazioni sono elencate in ordine alfabetico ai margini della mappa e negli indici che la accompagnano come in questo esempio.
Il metodo più semplice è procedere per passi: individua la stazione di partenza, quella di arrivo, e cerca il colore che le collega. Se nessun colore le unisce direttamente, cerca un cerchio bianco lungo il percorso: è lì che dovrai cambiare linea.
Trovare la banchina giusta: nord, sud, est, ovest
A Londra le banchine non sono indicate con il nome del capolinea come in molte città europee, ma con la direzione cardinale: Northbound, Southbound, Eastbound e Westbound. Sulla mappa la direzione si legge immediatamente guardando dove si trova la tua destinazione rispetto alla stazione in cui ti trovi.
Attenzione però alle linee con più diramazioni, come District, Northern, Piccadilly e Metropolitan: sulla mappa i rami si separano visibilmente e ogni treno ha una destinazione finale diversa, indicata sui display in banchina e sulla parte frontale del convoglio. Prima di salire, controlla sempre che il capolinea annunciato si trovi lungo il ramo che ti interessa.
Se la tua linea si divide, individua sulla mappa il capolinea del ramo che ti serve e memorizza quel nome: sarà l’unica informazione che vedrai scritta sul treno. Ad esempio, per Heathrow con la Piccadilly Line devi cercare i treni diretti a “Heathrow Terminal 5” o “Heathrow Terminals 2 & 3”, perché altri convogli della stessa linea terminano a Northfields o Rayners Lane.
Leggere le zone tariffarie e capire quanto spenderai
Tieni presente le zone tariffarie attraversate: le zone 1 e 2 corrispondono al centro di Londra e coprono praticamente tutte le attrazioni principali, mentre le zone più esterne arrivano fino alla campagna del Buckinghamshire. Ricorda che puoi pagare sia con una Oyster Card che con carte contactless, senza scegliere in anticipo alcuna zona: basta appoggiare la carta ai tornelli in entrata e in uscita.
I prezzi vengono aggiornati ogni anno a marzo. Nel 2026 i riferimenti principali sono questi:
- Singolo all’interno della Zona 1: circa £3,00 off-peak e £3,10 in orario di punta;
- Tetto massimo giornaliero zone 1-2: £8,90;
- Tetto massimo giornaliero zone 1-3: £10,50;
- Autobus: £1,75 a corsa, con tetto giornaliero di £5,25;
- Biglietto cartaceo in Zona 1: circa £7,00, più del doppio del contactless.
Il meccanismo del capping è la cosa più utile da capire: una volta raggiunta la soglia giornaliera per le zone percorse, tutti i viaggi successivi fino alle 4:30 del mattino seguente sono gratuiti.
Il sistema collega i viaggi tra loro in base al metodo di pagamento: se usi la carta fisica all’andata e il telefono al ritorno, il conteggio si spezza in due e rischi di non raggiungere mai il tetto massimo. Usa sempre lo stesso metodo di pagamento – sempre la stessa carta, sempre lo stesso telefono – e tieni le altre carte contactless lontane dal lettore per evitare il cosiddetto “card clash”.
La mappa della metropolitana di Londra è disponibile in diverse versioni: quella cartacea presente in tutte le stazioni e quella su app, che offre funzionalità aggiuntive come calcolo del percorso in tempo reale e informazioni su ritardi o interruzioni del servizio.
Le tariffe peak si applicano nei giorni feriali dalle 6:30 alle 9:30 e dalle 16:00 alle 19:00, e vale l’istante esatto in cui appoggi la carta al tornello in entrata: entrare alle 9:29 significa pagare tutta la corsa a tariffa piena. Fai attenzione anche ai lettori rosa presenti in alcune stazioni di interscambio: vanno toccati durante il cambio treno per dimostrare che non sei passato dalla Zona 1, altrimenti pagherai una tariffa più alta del dovuto.
Le origini e l’evoluzione della mappa della London Underground
La storia della mappa della metropolitana di Londra inizia nel 1908, quando i primi schemi lineari delle diverse linee venivano pubblicati separatamente. Tuttavia, fu solo nel 1933 che nacque la versione che conosciamo oggi, grazie all’intuizione geniale di Harry Beck, un disegnatore tecnico che lavorava per la London Underground.
Beck comprese che per i passeggeri non era importante la reale disposizione geografica delle stazioni, quanto piuttosto le connessioni tra esse. Abbandonò quindi la rappresentazione geograficamente accurata in favore di un diagramma schematico che utilizzava solo linee orizzontali, verticali e diagonali a 45 gradi, ispirandosi ai diagrammi dei circuiti elettrici su cui lavorava ogni giorno. La sua proposta iniziale fu inizialmente rifiutata dai dirigenti, ritenendola troppo radicale, ma dopo una fase di test riscosse un tale successo tra i viaggiatori che divenne rapidamente lo standard.
La prima tiratura sperimentale fu di alcune centinaia di migliaia di copie, esaurite in pochi giorni. Beck continuò a rivedere e aggiornare il suo disegno per quasi trent’anni, spesso nel tempo libero, prima di essere progressivamente estromesso dal progetto negli anni Sessanta.
Per il disegno che avrebbe cambiato per sempre il modo di rappresentare le reti di trasporto, Harry Beck ricevette un compenso di cinque ghinee, l’equivalente di poco più di cinque sterline dell’epoca. Solo molti anni dopo la sua morte il suo nome è comparso in un angolo della mappa ufficiale, e oggi una targa alla stazione di Finchley Central – dove viveva – ne ricorda il contributo.
Nel corso dei decenni, la mappa dello schema dei trasporti londinesi ha subito numerosi aggiornamenti e revisioni per accogliere l’espansione della rete, l’introduzione di nuove linee e per migliorarne la leggibilità, ma nonostante questi cambiamenti, i principi fondamentali del design di Beck sono rimasti sostanzialmente intatti.
Il modello è stato poi copiato praticamente ovunque: da New York a Tokyo, da Mosca a Milano, quasi ogni rete metropolitana del mondo usa oggi un diagramma schematico che si ispira direttamente dall’intuizione di Beck.
Curiosità sulla cartina della metropolitana di Londra
Una curiosità dell’evoluzione della mappa è stato il progressivo allontanamento dalle proporzioni geografiche reali. Ad esempio, la sezione centrale è stata gradualmente ingrandita per migliorarne la leggibilità, mentre le sezioni periferiche sono state compresse, creando distorsioni significative rispetto alla geografia reale della città.
Altro esempio è quello delle stazioni di Leicester Square e Covent Garden sulla Piccadilly Line, che sulla mappa sembrano molto distanti, ma nella realtà distano solamente 260 metri l’una dall’altra.
Sulla mappa della rete metropolitana londinese non vengono rappresentate le cosiddette stazioni fantasma, che sono stazioni chiuse ai passeggeri ma ancora esistenti fisicamente, come quella di Aldwych o quella del British Museum.
A queste si aggiungono Down Street, usata come rifugio da Winston Churchill durante i bombardamenti, Brompton Road, York Road e Mark Lane: alcune sono ancora visibili dai finestrini se viaggi in testa al treno e tieni gli occhi aperti nel buio del tunnel.
Altre curiosità che vale la pena conoscere:
- Nel 2009 il Tamigi venne rimosso dalla mappa per semplificarne il disegno: le proteste dei londinesi e della stampa furono tali che venne reintegrato pochi mesi dopo;
- La Circle Line non è più un cerchio dal 2009, quando è stata trasformata in una spirale che termina a Hammersmith, ma il nome è rimasto;
- La mappa non ha scala né orientamento affidabile;
- Ogni nuova edizione tascabile ospita sulla copertina un’opera d’arte commissionata dal programma Art on the Underground: quella pubblicata nel luglio 2026 è la quarantaduesima della serie ed è firmata dall’artista Ellen Gallagher, ispirata al passato marittimo di Londra;
- Le vecchie edizioni sono oggetto di collezionismo e i turisti spesso ne raccolgono una copia gratuita a ogni viaggio come souvenir.
Altre versioni della mappa della metropolitana londinese
Durante eventi speciali come il Natale o le Olimpiadi, vengono rilasciate mappe speciali con decorazioni o informazioni aggiuntive.
Sul sito della TFL puoi trovare inoltre altre versioni della mappa della Tube, come ad esempio la Step-free Tube map (per conoscere le stazioni con accesso senza gradini) oppure la Walking Tube Map.
Ecco le principali varianti ufficiali disponibili gratuitamente in PDF:
- Standard Tube map – la versione classica, quella che trovi in ogni stazione;
- Tube and Rail map – include anche tutte le linee ferroviarie suburbane, utilissima per le gite fuori Londra;
- Step-free Tube guide – dedicata all’accessibilità, con i dislivelli in centimetri tra banchina e treno;
- Walking Tube map – i tempi di percorrenza a piedi tra stazioni vicine;
- Night Tube map – i servizi notturni del venerdì e del sabato;
- Avoiding stairs Tube guide – per chi viaggia con passeggini, valigie o ha difficoltà con le scale.
Walking Tube Map, le distanze a piedi tra stazioni della metropolitana di Londra
La Walking Tube Map che puoi vedere in versione integrale e ingrandita cliccando su questo link è molto utile per sapere se è più conveniente camminare tra una stazione e l’altra della tube; per ogni linea viene indicata la distanza a piedi con un numerino che rappresenta i minuti che impiegherai camminando in superficie; sembrerà strano ma a volte l’opzione migliore è proprio quest’ultima, come ad esempio i soli 4 minuti a piedi tra Leicester Square e Covent Garden.
Altre curiosità che emergono dalla mappa realizzata dalla TFL per rispondere ad una precisa esigenza dei passeggeri che ogni giorno affollano la metropolitana di Londra, sono le seguenti:
- La più lunga camminata tra due stazioni della metro è di 76 minuti, tra Canary Wharf e North Greenwich;
- La più lunga camminata tra due stazioni della Overground è di 45 minuti, tra Denmark Hill e Clapham High Street;
- La camminata più breve tra le stazioni della metro è di due minuti, tra Whitechapel e Aldgate East;
- La camminata più breve tra le stazioni della Overground è di otto minuti, tra Canada Water e sia Surrey Quays che Rotherhithe.
Un nuovo strumento per calcolare i propri spostamenti e valutare quello più conveniente, tenendo anche presente gli alti costi e tariffe non proprio economiche dei biglietti della metropolitana di Londra.
Con questa mappa potrai risparmiare qualche sterlina decidendo di fare una salutare passeggiata e magari scoprire qualche angolo nascosto della capitale del Regno Unito.
Distanze a piedi tra stazioni delle zone 1, 2 e 3
E se vuoi spingerti oltre al centro, dai un’occhiata anche alla mappa con le distanze a piedi tra le stazioni delle zone 1, 2 e 3 di Londra che puoi trovare su questa pagina. Ad esempio sono circa 19 i minuti a piedi che separano la stazione di Seven Sisters da quella di Tottenham Hale, oppure 28 minuti la distanza a piedi tra Wimbledon e Wimbledon Park.
La mappa per l’accessibilità
Solo una minoranza delle stazioni della Tube è completamente accessibile: gran parte della rete è stata scavata tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, quando nessuno pensava agli ascensori. La Elizabeth Line, la Jubilee a est e la DLR sono invece accessibili quasi ovunque e rappresentano l’alternativa migliore per chi viaggia in sedia a rotelle, con bambini piccoli o con bagagli ingombranti.
Sulla Step-free Tube guide, TfL indica anche il dislivello esatto in centimetri tra la banchina e il pavimento del treno, stazione per stazione. È un’informazione che non trovi su nessuna app e che fa la differenza se viaggi con una carrozzina o una sedia a rotelle: alcune stazioni accessibili hanno comunque uno scalino di diversi centimetri.
Mappa cartacea o app? Come muoversi davvero a Londra
La mappa cartacea resta insostituibile per una ragione pratica: nelle stazioni più profonde il segnale telefonico non arriva ovunque, anche se TfL sta progressivamente coprendo la rete con il 4G e il 5G. Tenere in tasca la mappa pieghevole gratuita è una sicurezza in più che non costa nulla, soprattutto se si tratta della tua prima volta a Londra.
Detto questo, per la pianificazione quotidiana le app sono più efficienti:
- TfL Go – l’app ufficiale, con mappa live, affollamento dei treni e informazioni sull’accessibilità in tempo reale;
- Citymapper – nata proprio a Londra, confronta metro, bus, bici e a piedi in un colpo solo;
- Journey Planner sul sito TfL – la versione web, utile per pianificare da casa prima della partenza;
- Google Maps – affidabile per i percorsi combinati e per scaricare le mappe offline.
Il weekend è il momento in cui TfL esegue la manutenzione: intere tratte possono restare chiuse per giorni, e la mappa cartacea non lo dice. Nel 2026, ad esempio, la Piccadilly Line è interessata da lunghe chiusure parziali per l’arrivo dei nuovi treni, con Southgate e Barons Court coinvolte per mesi. Prima di uscire, dai sempre un’occhiata alla sezione Status Updates del sito TfL o all’app.
Gli errori più comuni di chi legge la mappa per la prima volta
Chi arriva a Londra e apre la mappa per la prima volta tende a commettere sempre gli stessi errori. Evitarli ti farà risparmiare tempo, sterline e parecchie scale:
- Prendere la metro per una fermata: tra Leicester Square e Covent Garden ci sono quattro minuti a piedi e diversi minuti di scale mobili, oltre al costo del biglietto;
- Fidarsi delle distanze disegnate: la mappa non è in scala e due stazioni lontanissime sul foglio possono essere adiacenti nella realtà;
- Dimenticare di appoggiare la carta in uscita: senza il “touch out” viene addebitata la tariffa massima;
- Non guardare il capolinea del treno: sulle linee con diramazioni si finisce facilmente sul ramo sbagliato;
- Comprare biglietti cartacei: costano di più e non contano per il capping;
- Ignorare l’Overground e la Elizabeth Line: spesso offrono percorsi più diretti, più veloci e molto meno affollati della Tube.
Prima di scendere sotto terra, controlla sempre la Walking Tube Map: in centro, una fermata su tre si copre a piedi in meno tempo di quanto serva per scendere in banchina, aspettare il treno e risalire in superficie. In più cammini all’aperto, vedi la città e non spendi nulla.