British Museum a Londra: cosa vedere, orari e mappa

Il British Museum è uno dei musei più importanti e visitati al mondo, un vero e proprio scrigno della cultura universale situato nel vivace quartiere di Bloomsbury, nel cuore di Londra. Con i suoi oltre 8 milioni di oggetti esposti, che documentano la storia dell’umanità dagli albori fino ai giorni nostri, questo straordinario museo attira milioni di visitatori ogni anno.

Nel 2023 ha registrato quasi 6 milioni di visitatori, confermandosi come l’attrazione più popolare del Regno Unito seguito dal Natural History Museum, il Museo di Storia Naturale.

La storia del British Museum

Fondato nel 1753, il British Museum è stato il primo museo pubblico nazionale al mondo. Le sue origini risalgono alla collezione del medico e scienziato anglo-irlandese Sir Hans Sloane, che alla sua morte lasciò la sua vasta collezione al Re Giorgio II, affinché fosse preservata intatta per la nazione. Questa collezione inizialmente contava circa 71.000 oggetti di vario genere, tra cui 40.000 libri stampati, 7.000 manoscritti, numerosi esemplari di piante essicate e antichità provenienti da tutto il mondo.

British Museum Londra

Il museo aprì ufficialmente le sue porte al pubblico il 15 gennaio 1759, a Montagu House, sul sito dell’attuale edificio. Nei secoli successivi, la collezione si espanse enormemente, in parte grazie all’espansione coloniale britannica, portando alla creazione di diverse istituzioni separate, come il Museo di Storia Naturale nel 1881 e la British Library nel 1997.

L’imponente edificio neoclassico che oggi ospita il museo fu progettato dall’architetto Sir Robert Smirke e costruito e completato gradualmente tra il 1823 e il 1857. La caratteristica facciata con 44 colonne in stile ionico è diventata un simbolo riconoscibile di Londra. Nel 2000, il museo ha inaugurato la Queen Elizabeth II Great Court, progettata dagli architetti Foster and Partners, che ha trasformato il cortile centrale in uno spazio coperto da un tetto di vetro e acciaio, creando la piazza coperta più grande d’Europa.

Le collezioni del British Museum

Le collezioni del British Museum coprono praticamente ogni aspetto della cultura umana, con reperti provenienti da tutti i continenti. Tra i dipartimenti più significativi troviamo:

Antico Egitto

Il museo ospita la più grande e completa collezione di antichità egizie al di fuori del Cairo, con oltre 100.000 pezzi che illustrano le culture della Valle del Nilo dal 10.000 a.C. fino al XII secolo d.C. .

British Musem cosa vedere antico Egitto

Tra i reperti più celebri figurano la Stele di Rosetta, chiave per la decifrazione dei geroglifici egizi, numerose mummie e sarcofagi, e il colossale busto di Ramses II.

Antica Grecia e Antica Roma

Con oltre 100.000 oggetti, questa sezione comprende capolavori come i marmi del Partenone (noti anche come marmi di Elgin), i resti del Mausoleo di Alicarnasso ed alcuni elementi del Tempio di Artemide a Efeso (due delle sette meraviglie del mondo antico), e numerose sculture, vasi, gioielli e monete che documentano la straordinaria eredità del mondo classico.

Medio Oriente

Il British Museum possiede la più grande e importante collezione di antichità mesopotamiche fuori dall’Iraq. Particolarmente impressionanti sono i rilievi dei palazzi assiri di Nimrud, Ninive e Khorsabad, con imponenti statue di lamassu (divinità con testa umana) e dettagliate scene di caccia reale al leone. Da non perdere anche il Cilindro di Ciro, considerato il primo documento sui diritti umani della storia.

Asia

Le collezioni asiatiche coprono un’area geografica vastissima e un periodo che va dal Neolitico ai giorni nostri. Particolarmente notevoli sono le sculture buddiste dall’India, le ceramiche cinesi della collezione Percival David, le stampe giapponesi, e i bronzi dell’Asia sud-orientale.

Africa, Oceania e Americhe

Queste collezioni etnografiche comprendono oltre 350.000 oggetti che rappresentano le culture indigene di tutto il mondo. Tra i pezzi più celebri troviamo i bronzi del Benin, la maschera della regina Idia della Nigeria, la statua Hoa Hakananai’a dall’Isola di Pasqua, e i manufatti delle civiltà precolombiane come Maya e Aztechi.

Stampe e disegni

Il dipartimento di stampe e disegni conserva una collezione di stampe e disegni con circa 50.000 disegni e oltre due milioni di stampe, tra cui opere di Leonardo da Vinci, Raffaello, Michelangelo, Dürer e Rembrandt.

Mappa del British Museum e opere imperdibili

Con milioni di oggetti in esposizione, orientarsi tra le vaste collezioni del British Museum può risultare complicato. Sul sito web ufficiale del museo britannico puoi trovare la mappa aggiornata di tutte le sale, ti consiglio di scaricarla e capire come orientarti per organizzare al meglio ogni aspetto della tua visita.

Ecco una guida alle opere assolutamente da non perdere all’interno del museo, veri capolavori che hanno segnato la storia dell’umanità:

La Stele di Rosetta (sala 4)

Questo pezzo di granodiorite nera, risalente al 196 a.C., è probabilmente l’oggetto più famoso dell’intero museo. La sua importanza risiede nel fatto che contiene lo stesso testo in tre diverse scritture: geroglifici egizi, demotico (una forma della scrittura egizia) e greco antico.

Stele di Rosetta Londra British Museum

Grazie a questa caratteristica, l’archeologo francese Jean-François Champollion riuscì nel 1822 a decifrare i geroglifici egizi, aprendo le porte alla comprensione dell’antica civiltà egizia. La stele fu scoperta nel 1799 dalle truppe napoleoniche a Rosetta (l’odierna Rashid) in Egitto e passò in mano britannica dopo la sconfitta di Napoleone.

I marmi del Partenone (sala 18)

Conosciuti anche come marmi di Elgin dal nome di Lord Elgin che li rimosse dal Partenone di Atene tra il 1801 e il 1812, queste sculture in marmo rappresentano uno dei massimi capolavori dell’arte greca classica. Realizzati sotto la direzione dello scultore Fidia tra il 447 e il 432 a.C., i marmi decoravano il Partenone, tempio dedicato alla dea Atena sull’Acropoli di Atene.

Grecia Partenone Londra British Museum

Le sculture rappresentano scene della mitologia greca, tra cui la battaglia tra Centauri e Lapiti, e la processione delle Panatenee. Questi marmi sono al centro di un lungo dibattito internazionale sulla loro restituzione alla Grecia.

I Lamassu di Nimrud (sala 6)

Questi colossali guardiani dalle sembianze di tori alati con testa umana provengono dal palazzo del re assiro Ashurnasirpal II a Nimrud (nell’attuale Iraq), risalente all’880-860 a.C. Alti quasi 5 metri, questi esseri mitologici erano collocati ai lati delle porte del palazzo per proteggere l’ingresso da spiriti maligni.

Scolpiti in singoli blocchi di alabastro, i lamassu presentano una caratteristica peculiare: visti di fronte appaiono fermi, ma osservandoli di lato sembrano in movimento, grazie alla rappresentazione di cinque zampe invece di quattro. Questa illusione ottica, insieme alla maestosità delle sculture e alla minuziosa incisione di iscrizioni cuneiformi su gran parte della superficie, testimonia l’incredibile abilità degli artisti assiri.

Il Cilindro di Ciro (sala 52)

Questo piccolo cilindro di argilla, risalente al 539 a.C., è considerato il primo documento sui diritti umani della storia. Creato per commemorare la conquista di Babilonia da parte del re persiano Ciro il Grande, il cilindro contiene un’iscrizione in caratteri cuneiformi babilonesi che descrive come Ciro migliorò la vita dei cittadini di Babilonia, consentì il ritorno a casa di popoli sfollati (tra cui gli ebrei, anche se alcuni studiosi hanno scartato questa ipotesi) e restaurò templi ed edifici sacri.

La caccia al leone di Ashurbanipal (sala 10a)

Questi straordinari rilievi in alabastro, provenienti dal Palazzo Nord di Ninive in Iraq (645 a.C. circa), costituiscono uno dei capolavori dell’arte assira. Commissionati dal re Ashurbanipal, i pannelli rappresentano con drammatica intensità e sorprendente realismo la caccia reale ai leoni, un’attività cerimoniale che simboleggiava il potere del re sulla natura selvaggia.

La sequenza delle scene, la precisione anatomica nella rappresentazione dei leoni feriti o morenti e la vivida resa della tensione drammatica rendono questi rilievi un esempio insuperato di narrazione visiva.

La mummia e il sarcofago di Katebet (sala 63)

Tra le numerose mummie egizie del museo, quella di Katebet è particolarmente ben conservata. Il suo sarcofago riccamente decorato in legno dorato e il corpo mummificato offrono uno straordinario sguardo sulle pratiche funerarie dell’antico Egitto e sulle credenze nell’aldilà.

Il tesoro di Sutton Hoo (sala 41)

Scoperto nel 1939 in un tumulo funerario nel Suffolk, questo straordinario corredo funebre anglosassone del VII secolo d.C. comprende una ricchissima collezione di armi, gioielli, monete, argenteria e oggetti cerimoniali. Il pezzo più iconico è l’elmo ornato con decorazioni in bronzo che rappresentano guerrieri e creature mitologiche, un capolavoro di artigianato che combina influenze nordiche, celtiche e romane. Il tesoro apparteneva probabilmente al re Raedwald dell’Anglia orientale e rivela i sofisticati contatti commerciali e culturali tra l’Inghilterra anglosassone e il resto d’Europa e del Mediterraneo.

Gli scacchi di Lewis (sala 40)

Questi pezzi degli scacchi in avorio di tricheco, scoperti nel 1831 sull’Isola di Lewis nelle Ebridi Esterne scozzesi, sono tra gli esempi più affascinanti di arte medievale. Realizzati in Norvegia intorno al 1150-1200 d.C., i 93 pezzi (di cui 82 conservati al British Museum) rappresentano re e regine seduti su troni elaborati, vescovi con mitre e pastorali, cavalieri a cavallo, torri a forma di berserkir (guerrieri vichinghi) e pedoni a forma di lapidi. L’espressività dei volti, la minuziosa attenzione ai dettagli dell’abbigliamento e delle armature e il tono leggermente umoristico di alcune figure li rendono straordinariamente vividi e caratteristici.

La maschera della Regina Idia (sala 25)

Questo capolavoro dell’arte africana è una maschera in avorio che rappresenta la regina Idia, madre dell’Oba (re) Esigie del Benin, che regnò all’inizio del XVI secolo. La maschera, indossata dall’Oba durante le cerimonie, è delicatamente intagliata con straordinaria maestria tecnica e decorata con intarsi di ferro, rame e manganese. Sul capo della regina sono rappresentati dei volti portoghesi stilizzati, a testimonianza dei primi contatti tra il Regno del Benin e gli europei.

Il vaso Portland (sala 70)

Questo eccezionale vaso in vetro a cammeo romano è considerato uno dei più raffinati esempi di lavorazione del vetro dell’antichità. Il vaso, di colore blu scuro, è decorato con figure bianche in rilievo che rappresentano scene mitologiche legate al matrimonio di Teti e Peleo. La tecnica di realizzazione, che prevedeva l’applicazione di uno strato di vetro bianco sopra quello blu e la successiva incisione e asportazione selettiva del materiale per creare il disegno, richiedeva una straordinaria abilità tecnica e artistica.

La storia del vaso è affascinante quanto la sua bellezza: riscoperto nel XVI secolo nella tomba dell’imperatore romano Settimio Severo, passò attraverso diverse collezioni aristocratiche prima di essere acquistato dalla famiglia Portland, da cui prende il nome.

Lo stendardo di Ur (sala 56)

Questo straordinario manufatto sumero risalente al 2900-2450 a.C., fu scoperto nella necropoli reale di Ur (nell’attuale Iraq) durante gli scavi dell’archeologo Leonard Woolley negli anni ’20. Non si tratta in realtà di uno stendardo ma probabilmente della decorazione di uno strumento musicale o di una cassa di risonanza. Realizzato con intarsi di conchiglie, lapislazzuli, pietra calcarea rossa e madreperla bianca su un supporto in legno, è decorato su entrambi i lati con scene narrative disposte orizzontalmente.

Hoa Hakananai’a (sala 24)

Questa imponente statua moai proveniente dall’Isola di Pasqua (Rapa Nui) è uno dei reperti più enigmatici e significativi del museo. Scolpita intorno al 1000-1600 d.C. in basalto, alta 2,4 metri e pesante circa 4 tonnellate, la statua raffigura probabilmente un antenato della civiltà Rapa Nui. Il nome Hoa Hakananai’a significa amico rubato in lingua locale, riferimento alla sua rimozione dall’isola da parte dell’equipaggio della nave HMS Topaze nel 1868.

Particolarmente interessanti sono gli intagli scolpiti sul retro della statua in un periodo successivo, che rappresentano il Tangata manu (Uomo Uccello in lingua rapanui), un rituale che consisteva in una estenuante competizione atletica.

Il reliquiario della Sacra Spina (sala 2a)

Questo straordinario esempio di oreficeria gotica francese, è stato realizzato a Parigi intorno al 1390 per contenere una spina della corona di Cristo. Alto circa 30 cm, è realizzato in oro, smalti, perle e pietre preziose, con dettagli straordinari. La parte superiore rappresenta il Giudizio Universale con Cristo in trono, mentre la parte inferiore mostra angeli che sollevano il defunto dalle tombe; la spina stessa è visibile attraverso un cristallo di rocca al centro del reliquiario.

Questo oggetto apparteneva probabilmente a Giovanni di Valois, Duca di Berry, uno dei più importanti mecenati d’arte del tardo Medioevo, e rappresenta l’apice dell’arte gotica europea grazie alla perfezione tecnica, la ricchezza dei materiali e la complessità iconografica che lo rendono uno degli oggetti più preziosi del museo.

Il serpente a due teste (sala 27)

Questa straordinaria scultura azteca a forma di serpente a due teste, realizzato in Messico tra il 1400 e il 1500 d.C., è considerato uno dei capolavori dell’arte precolombiana. L’oggetto, che probabilmente veniva indossato durante i rituali, è composto da un mosaico di pietra turchese incollata su un supporto di legno.

La Coppa Reale d’Oro (sala 40)

Nota anche come Coppa di Sant’Agnese, questa straordinaria coppa cerimoniale in oro massiccio, smalti e perle, realizzata a Parigi alla fine del 14° secolo, è uno dei massimi capolavori dell’oreficeria gotica. Alta 23,6 cm, la coppa è decorata con scene della vita di Santa Agnese e presenta iscrizioni in latino che narrano la sua storia.

Informazioni pratiche per visitare il museo britannico

Una delle caratteristiche più apprezzate del British Museum è l’ingresso gratuito, come in molti altri musei di Londra. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00, con un’apertura prolungata fino alle 20:30 ogni venerdì; nei giorni festivi è consigliato prenotare la visita gratuita direttamente sul sito web ufficiale del museo, per garantire l’ingresso anche in orari molto affollati e saltando la fila.

Data la vastità delle collezioni, è praticamente impossibile vedere tutto in una sola visita; per un’esperienza ottimale, è consigliabile dedicare almeno mezza giornata alla visita, concentrandosi sulle gallerie di maggiore interesse personale o sulle opere più celebri.

Powered by GetYourGuide

Sono inoltre disponibili audioguide in diverse lingue, tra cui l’italiano, e visite guidate gratuite in inglese che partono regolarmente dall’atrio centrale. Il sito web del museo permette inoltre di esplorare virtualmente gran parte della collezione, offrendo la possibilità di preparare la visita in anticipo.

Servizi per i visitatori

All’interno del British Museum puoi trovare diverse caffetterie e ristoranti tra cui il Great Court Restaurant con vista sulla splendida cupola di vetro. I negozi del museo offrono una vasta gamma di souvenir, repliche di oggetti delle collezioni, libri e oggetti di design ispirati ai tesori del museo.

Come raggiungere il British Museum e dove si trova?

Il British Museum è facilmente raggiungibile con la metropolitana di Londra e i tipici bus londinesi. Le stazioni della metropolitana più vicine sono Tottenham Court Road (linee Central e Northern), Holborn (linee Central e Piccadilly), Russell Square (linea Piccadilly) e Goodge Street (linea Northern), tutte a meno di 10 minuti a piedi dal museo.

Numerose linee di autobus fermano nelle vicinanze, in particolare su New Oxford Street (1, 8, 19, 25, 38, 55, 98, 242) e Tottenham Court Road (14, 24, 29, 73, 134, 390) o Southampton Row (59, 68, X68, 91, 168, 188). Se preferisci i mezzi ecologici, ci sono diverse stazioni di bike sharing Santander Cycles nelle strade adiacenti.

Il quartiere di Bloomsbury e le attrazioni nelle vicinanze

Il British Museum si trova nel cuore di Bloomsbury, un elegante e storico quartiere noto per le sue piazze, le librerie e i legami con importanti figure letterarie come Virginia Woolf. Nei dintorni del museo si trovano altre attrazioni interessanti come la British Library, con i suoi tesori letterari tra cui il manoscritto originale di “Alice nel Paese delle Meraviglie” e i testi dei Beatles, il Charles Dickens Museum e Russell Square con i suoi giardini.


A pochi passi si trova anche Covent Garden con il suo mercato coperto, i teatri e i ristoranti, mentre Oxford Street, paradiso dello shopping londinese, è a breve distanza a piedi. Questa posizione centrale rende il British Museum una tappa ideale in un itinerario di viaggio più ampio alla scoperta di Londra.

Controversie e dibattiti contemporanei

Come molti grandi musei con collezioni storiche, il British Museum è al centro di dibattiti riguardanti la provenienza di alcuni dei suoi pezzi più famosi e ha avviato dialoghi con diversi paesi d’origine e sta lavorando per affrontare queste questioni complesse che toccano temi di identità culturale, patrimonio mondiale e storia coloniale. In particolare, i marmi del Partenone (richiesti dalla Grecia), i bronzi del Benin (richiesti dalla Nigeria) e la Stele di Rosetta (richiesta dall’Egitto) sono oggetto di controversie e richieste di restituzione.

Museo britannico Londra

Nonostante queste controversie, il British Museum continua ad essere uno dei più importanti musei al mondo con la missione di preservare, studiare e rendere accessibile il patrimonio dell’umanità a un pubblico globale. La sua straordinaria collezione offre un’opportunità unica di viaggiare attraverso il tempo e lo spazio, esplorando la ricchezza e la diversità delle culture umane in un unico, magnifico edificio nel cuore di Londra.

1
Condividi su: