La sterlina britannica – in inglese pound sterling – è la valuta ufficiale del Regno Unito e una delle più importanti al mondo. Ad aprile 2026, 1 sterlina vale circa 1,15€ (oppure 1€ vale circa 0,87 GBP), ma il tasso cambia ogni giorno e puoi verificarlo qui.
In questa guida puoi trovare a storia della sterlina, le banconote e le monete in circolazione oggi, il cambio aggiornato e consigli pratici su come gestire i soldi durante il tuo soggiorno londinese senza sprecare un centesimo.
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Cos’è la sterlina britannica
La sterlina britannica (codice ISO: GBP, simbolo: £) è la valuta ufficiale del Regno Unito e di alcuni territori d’oltremare britannici. È anche la valuta più antica del mondo ancora in circolazione, con una storia che supera i 1.200 anni.

Non è solo la moneta che userai quando ordini un fish and chips a Camden Town: è un simbolo di identità nazionale fortissimo, tanto che il Regno Unito ha scelto di non adottare l’euro nonostante facesse parte dell’Unione Europea da quasi mezzo secolo.
Nome, simbolo £ e codice ISO (GBP)
Il simbolo £ è una delle lettere più riconoscibili al mondo. Deriva dalla lettera L maiuscola con una o due barre orizzontali, abbreviazione del latino Libra – ovvero libbra di peso.
La prima apparizione documentata del simbolo £ risale a un assegno della Banca d’Inghilterra del 7 gennaio 1661, rendendolo uno dei simboli monetari più antichi ancora in uso.
Il codice ISO 4217 è GBP: GB è il codice internazionale per il Regno Unito, mentre P sta per pound. Se senti parlare di “cable” nei notiziari finanziari, sanno riferirsi al tasso di cambio GBP/USD: quel soprannome nacque nel XIX secolo, quando le quotazioni della sterlina contro il dollaro viaggiavano via cavo transatlantico.
Da dove viene il nome “sterlina”
L’etimologia è affascinante e ancora oggi oggetto di dibattito tra gli storici. Il termine “pound” è semplice: deriva dal latino lībra pondō, ovvero “libbra di peso”, perché originariamente una sterlina corrispondeva esattamente al peso di una libbra d’argento.
Il termine “sterling”, invece, ha origini più dibattute. La teoria più accreditata lo ricollega all’inglese antico steorra (“stella”), per via delle piccole stelle impresse su alcune monete normanne dei secoli XI-XII.
Un’altra ipotesi lo lega alla parola ster, che in medio inglese indicava qualcosa di “forte” o “stabile”, a sottolineare la qualità costante del peso dei penny. Il termine italiano “sterlina” è semplicemente la traduzione adattata di “sterling”.
1 sterlina = 100 pence: come funziona
Oggi il sistema è semplicissimo: 1 sterlina (£1) si divide in 100 pence. Il singolare è “penny” (p), il plurale è “pence” (p). Quindi £1,50 si legge “one pound fifty” e si abbrevia anche “150p”. Prima del 1971 le cose erano molto più complicate – come vedrai nella sezione storica – ma da quella riforma in avanti il sistema decimale ha reso tutto molto più intuitivo.
Breve storia della sterlina britannica
Conoscere la storia della sterlina britannica significa capire secoli di potere economico, guerre, crisi e rinascite.
Dalle origini medievali al gold standard
La storia della sterlina inizia intorno all’anno 775 d.C., quando il re Offa di Mercia introdusse i penny d’argento chiamati sterlings. La regola era semplice: da una libbra d’argento si coniavano esattamente 240 penny. I pagamenti importanti si misuravano in “pound sterlings”.
Nel 928 d.C. il re Athelstan fece un passo storico: adottò la sterlina come prima valuta nazionale unificata dell’Inghilterra. Il 1489 segnò un’altra svolta: Enrico VII fece coniare la prima moneta da un’intera sterlina, la celebre sovereign in oro.
La svolta istituzionale arrivò nel 1694, quando fu fondata la Banca d’Inghilterra – ancora oggi la custode della sterlina – per finanziare la guerra contro la Francia. Fu proprio la Banca d’Inghilterra a cominciare ad emettere le prime banconote cartacee.
Nel 1717 Isaac Newton, allora Maestro della Zecca, fissò il valore della ghinea a 21 scellini, creando di fatto le basi del gold standard, poi formalizzato nel 1816 con il Coinage Act.
Il gold standard significava che ogni sterlina era garantita da un equivalente in oro conservato nelle riserve della Banca d’Inghilterra. Fu un pilastro della stabilità monetaria britannica per oltre un secolo, fino a quando la Grande Depressione costrinse il Regno Unito ad abbandonarlo nel 1931.
La decimalizzazione del 1971
Il 15 febbraio 1971 è una data che ogni britannico over 60 ricorda bene: fu il cosiddetto Decimal Day, il giorno in cui la sterlina cambiò per sempre. Prima di quella data il sistema monetario britannico era un autentico rompicapo: 1 sterlina = 20 scellini = 240 pence. Esistevano monete come il farthing (¼ di penny), la mezza corona, la corona, il fiorino e la ghinea (21 scellini). Calcolare il resto era un esercizio di matematica avanzata.
Con la decimalizzazione, tutto divenne semplice: 1 sterlina = 100 nuovi pence. Le vecchie monete vennero ritirate gradualmente. Fu una delle più grandi riforme economiche nella storia britannica moderna, e aprì la strada al sistema che usi ancora oggi quando paghi il tuo cappuccino a Soho.
Dal Mercoledì Nero alla Brexit
Il 16 settembre 1992 è passato alla storia come il Mercoledì Nero. Il Regno Unito era entrato nel Meccanismo Europeo di Cambio (MEC) nel 1990, impegnandosi a mantenere la sterlina entro una banda di oscillazione fissa rispetto al marco tedesco.
Quando i mercati iniziarono a speculare contro la sterlina, la Banca d’Inghilterra bruciò circa 22 miliardi di dollari di riserve per difenderla, arrivando ad alzare i tassi d’interesse dal 10% al 15% in un solo giorno. Inutile: alla sera il governo annunciò l’uscita dal MEC. George Soros, che aveva scommesso massicciamente contro la sterlina, guadagnò oltre un miliardo di sterline in un solo giorno.
Il 23 giugno 2016, il referendum sulla Brexit scosse di nuovo i mercati: nella notte del voto, la sterlina crollò del 5% contro l’euro e del 16% entro ottobre 2016 contro il dollaro. Fu il segnale più evidente di quanto la sterlina sia sensibile alle grandi decisioni politiche britanniche.
Banconote e monete in circolazione oggi
Se è la prima volta che visiti Londra, potresti restare sorpreso dalla consistenza delle banconote britanniche: non sono di carta, ma di polimero (una specie di plastica trasparente). Sono impermeabili e resistenti, non si strappano facilmente e durano molto di più delle banconote tradizionali. Le prime furono introdotte nel 2016, e oggi tutti i quattro tagli in circolazione sono in polimero.
Le 4 banconote in polimero: da £5 a £50
Ecco i tagli attualmente in circolazione con i personaggi raffigurati sul retro:
- £5 (cinque sterline): sul retro è raffigurato Sir Winston Churchill, il primo ministro che guidò il Regno Unito durante la Seconda Guerra Mondiale. È stata la prima banconota in polimero, introdotta nel 2016.
- £10 (dieci sterline): il retro celebra Jane Austen, la scrittrice di Orgoglio e pregiudizio. In circolazione dal 2017.
- £20 (venti sterline): il retro è dedicato al pittore J.M.W. Turner, celebre per i suoi paesaggi romantici. Introdotta nel 2020.
- £50 (cinquanta sterline): il personaggio sul retro è Alan Turing, il matematico e padre dell’informatica moderna. In circolazione dal 2021. Un consiglio pratico: evita di portare con te banconote da £50, perché molti piccoli esercenti le rifiutano o le guardano con sospetto.
Le nuove banconote con Re Carlo III (2024)
Dal 5 giugno 2024 la Banca d’Inghilterra ha iniziato a mettere in circolazione le nuove banconote con il ritratto di Re Carlo III sul fronte, in sostituzione di quelle con la Regina Elisabetta II. I design sul retro restano invariati.
La cosa importante che devi sapere è questa: le banconote con la Regina Elisabetta II restano valide e circolano in parallelo a quelle nuove. Non ti verrà mai rifiutata una banconota con la Regina Elisabetta II.

Al momento della transizione erano in circolazione circa 4,7 miliardi di banconote di Elisabetta II per un valore stimato di £82 miliardi – non si potevano certo ritirare tutte in un giorno.
Una curiosità storica: Elisabetta II fu la prima monarca ad apparire sulle banconote della Banca d’Inghilterra. Prima di lei, dal 1694 al 1960, comparivano solo figure allegoriche.
Le 8 monete: da 1 penny a 2 sterline
Le monete britanniche sono di otto tagli. Nel 2023 sono stati introdotti nuovi design ispirati alla fauna britannica per celebrare Re Carlo III:
- 1 penny (1p) – rotonda, rame – design: ghiro
- 2 pence (2p) – rotonda, rame – design: scoiattolo rosso
- 5 pence (5p) – rotonda, nichel – design: foglia di quercia
- 10 pence (10p) – rotonda, nichel – design: gallo cedrone
- 20 pence (20p) – eptagonale (7 lati), cupronichel – design: pulcinella di mare
- 50 pence (50p) – eptagonale, cupronichel – design: salmone atlantico
- £1 (una sterlina) – 12 lati, bimetallica – design: due api. Fu introdotta nel 2017 in questa forma perché circa il 3% delle vecchie monete tonde da £1 era contraffatto. La nuova forma a 12 lati la rende quasi impossibile da falsificare.
- £2 (due sterline) – rotonda, bimetallica – design naturalistico
Anche le monete con Elisabetta II restano in circolazione e sono perfettamente valide. Le monete sono coniate dalla Royal Mint, la storica zecca reale situata a Llantrisant, nel Galles.
Cambio euro sterlina: quanto vale oggi
Ad aprile 2026, il tasso di cambio si attesta intorno a questi valori:
- 1 euro ≈ 0,872 sterline (EUR/GBP)
- 1 sterlina ≈ 1,15 euro (GBP/EUR)
Nel 2026 il tasso EUR/GBP ha oscillato tra un minimo di 0,8612 (19 marzo) e un massimo di 0,8789 (27 febbraio). L’anno 2025 aveva visto un picco di 1,2120 GBP per euro a febbraio e un minimo di 1,1305 a novembre, con una fluttuazione annua di circa il 5,5%.
Questo significa che se aspetti il momento giusto per cambiare, puoi guadagnare o perdere sensibilmente rispetto al tasso medio. Tieni sempre d’occhio il tasso nei giorni prima della partenza e usa strumenti come Google Finance, Wise o XE Money Transfer per monitorarlo.
Perché la sterlina vale più dell’euro?
La risposta breve è: il valore nominale di una valuta non riflette la ricchezza di un paese, ma è il risultato di scelte storiche di denominazione. La sterlina è sempre stata una valuta ad alto valore nominale – storicamente si evitava di coniarne troppe per contenere l’inflazione.
L’euro, invece, nacque nel 1999 da una media ponderata delle valute europee, alcune delle quali (come la lira italiana o il marco tedesco) avevano valori molto diversi.
Detto questo, la sterlina è sostenuta anche da fattori reali: il peso della City di Londra come piazza finanziaria globale, la credibilità della Banca d’Inghilterra, e il fatto che la sterlina sia la quarta valuta più scambiata al mondo (dopo dollaro, euro e yen), coinvolta in circa il 13% di tutte le transazioni sul mercato forex.
Dove e come cambiare euro in sterline?
Se stai partendo per Londra, devi fare attenzione perché il mercato del cambio valuta è pieno di trappole per i turisti, e bastano un paio di scelte sbagliate per perdere il 5-8% del tuo denaro in commissioni nascoste.
Le carte multivaluta: Wise, Revolut e N26
La soluzione migliore in assoluto nel 2026 è usare una carta multivaluta. Le più diffuse tra i viaggiatori italiani sono:
- Wise: applica il tasso di cambio reale (quello che vedi su Google) con una commissione trasparente di circa lo 0,4-0,5%. Puoi aprire gratuitamente il conto e ottenere la carta virtuale, caricare euro e prelevare sterline agli ATM gratuitamente fino a £200 al mese.
- Revolut: funziona in modo simile a Wise, con una carta virtuale gratuita pronta da aggiungere al tuo wallet. Nei giorni feriali il cambio è praticamente al tasso reale; nei weekend può applicare un piccolo aumento. Controlla le condizioni del tuo piano.
- N26: in genere applica condizioni simili ed è una ottima alternativa se hai già un conto o se vuoi aprirne uno nuovo senza costi nascosti.
Con queste carte puoi anche pagare direttamente in sterline ovunque, eliminando il problema del cambio fisico. Se non ne hai ancora una, aprirla prima della partenza richiede solo pochi minuti tramite app.
I migliori uffici di cambio a Londra
Se preferisci avere contanti in mano, gli uffici di cambio a Londra offrono tassi spesso migliori rispetto a quelli italiani. I più raccomandati sono:
- Thomas Exchange Global e No1 Currency: presenti in più punti della città, offrono tassi competitivi e zero commissioni fisse
- Covent Garden FX: molto frequentato dai turisti data la sua posizione a Covent Garden, ottimi tassi di cambio
- ACE-FX (zona London Bridge): apprezzato dai residenti italiani a Londra
- I negozi di souvenir con insegna “Money Exchange” lungo Oxford Street e Carnaby Street sorprendono spesso con tassi eccellenti – non escluderli a priori
Errori da evitare: cambiare in aeroporto, Dynamic Currency Conversion e altre fregature
Ci sono tre errori che fanno quasi tutti e che ti costano denaro reale:
- Cambiare all’aeroporto: Travelex e i chioschi negli aeroporti applicano tassi di cambio enormi. Se proprio devi farlo, cambia solo una piccola cifra di emergenza (£20-30) e cambia il resto in città.
- Il Dynamic Currency Conversion (DCC): è la trappola più subdola. Quando paghi con la tua carta italiana, il POS o l’ATM ti chiede se vuoi pagare in euro invece che in sterline. Sembra comodo, ma nasconde un tasso di cambio svantaggioso del 3-5%. Scegli sempre di pagare in sterline (GBP) e lascia che sia la tua banca a fare il cambio.
- Cambiare in Italia in banca o alle Poste: le Poste Italiane applicano un costo fisso di circa 6€ più uno scarto sul tasso del 4%. Le banche tradizionali non sono molto meglio. Meglio aspettare di arrivare a Londra o usare una carta multivaluta.
Pagare a Londra: contanti o carta?
Londra è una delle città più cashless al mondo. In molti posti il contante non è solo scomodo – è proprio rifiutato. Prima di decidere come gestire i tuoi soldi, è utile capire come funziona il sistema dei pagamenti britannico.
Il contactless è ovunque (anche in metro)
Dal 2014, i bus di Londra non accettano contanti. Puoi pagare solo con carta contactless o Oyster Card. Lo stesso vale per la metropolitana di Londra (Underground), il tram e la Overground.
La buona notizia è che puoi usare direttamente la tua carta di debito o credito italiana contactless (Visa o Mastercard) su tutti i tornelli: non è necessario comprare la Oyster Card.
Il sistema applica automaticamente un cap giornaliero alle tue spese sui trasporti (ad esempio £8,90 per la zona 1), esattamente come farebbe la Oyster Card. Se paghi con Apple Pay o Google Pay, funziona alla perfezione.
Il limite per i pagamenti contactless senza PIN è di £100. Nei supermercati, nei pub, nei ristoranti, nei taxi – praticamente ovunque – il contactless è la norma. Porta la carta, non i contanti.
Quanto contante portare
La risposta pratica: non molto. Una riserva di £20-50 è sufficiente per situazioni di emergenza (qualche mercatino di strada, un bagno a pagamento, un piccolo negozio di quartiere). Evita di portare banconote da £50 – molti esercenti le rifiutano o sono obbligati per legge a controllarle con appositi rilevatori. I tagli da £5 e £10 sono i più pratici.
Per le mance: nei ristoranti londinesi il 10-15% è apprezzato se non è già incluso il service charge (spesso aggiunto automaticamente in nota come 12,5%). Nei pub non si lascia la mancia, ma si può offrire un drink al barista. Per i taxi, la convenzione è arrotondare la cifra per eccesso.
8 curiosità sulla sterlina britannica che forse non conosci
Dopo tutta questa parte pratica, è giusto chiudere con le cose che rendono la sterlina britannica veramente unica. Ecco le curiosità che mi piace condividere di più:
- Perché la chiamano “quid”? Il termine quid è lo slang inglese per “sterlina” più usato di tutti. La sua origine è dibattuta: la teoria più affascinante la collega al latino quid pro quo (“qualcosa in cambio di qualcosa”), o addirittura all’italiano scudo. Nessuno lo sa con certezza.
- Uno slang ricchissimo: i britannici hanno un nome per quasi ogni taglio. “Fiver” = £5, “tenner” = £10, “score” = £20, “pony” = £25, “ton” = £100, “monkey” = £500, “grand” = £1.000. Conoscerli ti farà sembrare una persona del posto.
- La valuta più antica del mondo: con oltre 1.200 anni di storia continua, la sterlina è la valuta più antica ancora in circolazione. Per dare un’idea: nel 928 d.C. con una sterlina si potevano comprare circa 15 mucche.
- La falsificazione nazista: durante la Seconda Guerra Mondiale, il Terzo Reich portò avanti l’Operazione Bernhard, producendo circa 132 milioni di banconote false in sterline. L’obiettivo era destabilizzare l’economia britannica. A guerra finita, molte di queste banconote furono gettate in un lago austriaco e alcune emersero decenni dopo, ancora perfettamente conservate dalla temperatura dell’acqua.
- Scritta a mano fino al 1855: fino a quella data, ogni banconota della Banca d’Inghilterra veniva scritta e firmata a mano da un impiegato. Ogni singola banconota era un documento quasi artigianale.
- L’oro della Banca d’Inghilterra: nei caveau della Old Lady of Threadneedle Street (il soprannome della Banca d’Inghilterra) sono custodite circa 5.134 tonnellate d’oro, incluse le riserve di circa 30 altri paesi. È il secondo deposito aureo più grande al mondo.
- La sterlina e il FMI: la sterlina fa parte del paniere dei Diritti Speciali di Prelievo (DSP) del Fondo Monetario Internazionale, insieme a dollaro, euro, yuan e yen. Solo cinque valute al mondo godono di questo status.
- Il “cable” nel forex: il tasso di cambio GBP/USD viene ancora oggi chiamato cable dai trader di tutto il mondo, in ricordo dei cavi telegrafici transatlantici del XIX secolo attraverso cui si trasmettevano le quotazioni tra Londra e New York.
Domande frequenti sulla sterlina (FAQ)
Qual è la moneta usata a Londra?
A Londra – e in tutto il Regno Unito – si usa la sterlina britannica (£, GBP). L’euro non è la valuta ufficiale e nei negozi, ristoranti e trasporti non viene accettato.
Quanto vale 1 sterlina in euro oggi?
Ad aprile 2026, 1 sterlina vale circa 1,15 euro. Il tasso cambia ogni giorno: per il valore aggiornato in tempo reale, consulta Google Finance cercando “GBP EUR”.
Quanti pence ci sono in una sterlina?
Dal 1971 (anno della decimalizzazione), 1 sterlina = 100 pence. Prima di quella data il sistema era molto più complesso: 1 sterlina valeva 20 scellini o 240 pence.
Le banconote con la Regina Elisabetta sono ancora valide?
Sì, assolutamente. Le banconote con la Regina Elisabetta II sono ancora valide e accettate ovunque. Circolano in parallelo alle nuove banconote con Re Carlo III, entrate in circolazione dal 5 giugno 2024.
Le banconote scozzesi sono accettate a Londra?
Tecnicamente sì, sono moneta legale su tutto il territorio britannico. In pratica, però, alcuni esercenti londinesi non le riconoscono e possono rifiutarle. Se ti capitano in mano, usale nei supermercati o nelle grandi catene, che le accettano sempre.
Conviene cambiare euro in sterline in Italia o a Londra?
Quasi sempre conviene cambiare a Londra, o meglio ancora usare una carta multivaluta come Wise o Revolut. Cambiare in Italia in banca o alle Poste comporta commissioni elevate. L’eccezione peggiore è l’aeroporto: evita sempre i chioschi di cambio in aeroporto se puoi.
Cos’è il “quid”?
“Quid” è il termine slang britannico più comune per indicare la sterlina. Dire “it costs five quid” equivale a dire “costa cinque sterline”. L’origine del termine è incerta, ma probabilmente deriva dal latino quid pro quo.
Perché il Regno Unito non ha adottato l’euro?
Il Regno Unito non ha mai aderito all’Eurozona per ragioni politiche, storiche e di sovranità monetaria. La sterlina era – e rimane – un simbolo di identità nazionale molto forte. La Banca d’Inghilterra ha sempre preferito mantenere il controllo autonomo della politica monetaria, inclusa la possibilità di modificare i tassi d’interesse indipendentemente dalla BCE.
Quali sono i tagli delle banconote sterline?
Attualmente circolano quattro tagli di banconote: £5, £10, £20 e £50, tutte in polimero (materiale plastico). Non esiste una banconota da £1 – quella denominazione esiste solo come moneta metallica.